Invio, in qualità di Sindaco e capo dell’Amministrazione Comunale di Azzate, questo
comunicato stampa per fare chiarezza sulla vicenda “Campeggio I Sette Laghi” e per
raccontare, in modo semplice e chiaro, la posizione del Comune.
Giovedì sera ci sarà un Consiglio Comunale straordinario, sollecitato dai Gruppi
consiliari “Insieme per Azzate” e “Azzate in Valbossa”, in cui riferirò ai Consiglieri
qual è la situazione del Campeggio. I Cittadini e, se vorrete, la Stampa, potranno
seguire i lavori in diretta, collegandosi al link pubblicato sul sito istituzionale del
Comune.
Cominciamo da qui: il giorno 4 marzo c’è stata una Conferenza dei Capigruppo; uno
dei temi trattati nella conferenza, anche se in modo assolutamente sommario, è stata
proprio la “delicata” situazione che si stava venendo a determinare nell’area
campeggio. Ora, dopo che la “questione” ha assunto rilievo mediatico molto rilevante,
facendo emergere una situazione complicata e problematica, è assolutamente
comprensibile che i Consiglieri dei Gruppi di minoranza abbiano chiesto la
convocazione di un Consiglio Comunale in cui approfondire il tema; così come è
assolutamente comprensibile che i suddetti Consiglieri abbiano esercitato il diritto di
accesso agli atti relativi ai sopralluoghi presso l’area ex campeggio “I Sette Laghi”,
effettuati dal dicembre 2021 ad oggi. Atti che, insieme ad altri documenti, saranno
oggetto di esame già durante il CC di giovedì 31 marzo, limitatamente alla parte
ostensibile e con le necessarie limitazioni ordinarie di legge e di procedure
amministrative e penali in essere.
Meno comprensibile è che i Consiglieri dei Gruppi “Insieme per Azzate” e “Azzate in
Valbossa”, abbiano coralmente, con “estrema fermezza” e molto tempestivamente (il
giorno successivo al servizio di Striscia la notizia e subito dopo aver chiesto la
convocazione di un CC straordinario, di cui evidentemente non hanno tutta questa
esigenza, essendo già arrivati alle estreme conseguenze…), chiesto le dimissioni del
Sindaco, proprio in un momento così delicato per la vita amministrativa del nostro
Comune; momento in cui ci si sarebbe attesi, viceversa, proprio dai Gruppi di
minoranza, grande coesione, vicinanza e prossimità, se non alle figure istituzionali (il
Sindaco in primis), almeno alle Istituzioni, così pesantemente e gratuitamente
attaccate, sia da una parte della stampa, sia sui social “locali”!!!
Affermazioni da parte dei Consiglieri quali “… la figuraccia nazionale che ci ha fatto
fare…” oppure “… è evidente che il Comune non abbia vigilato a dovere”, sembrano
arrivare a indiscutibili conclusioni, ancor prima di aver svolto i necessari
approfondimenti, sulla base del servizio e dell’intervista, o meglio della NON
intervista, di Striscia la Notizia, essendo stati riportati solo pochi secondi tratti da un
intervento del Sindaco durato in realtà diversi minuti, secondo ritmi televisivi che gli
stessi giornalisti presenti nel Consiglio Comunale dovrebbero tra l’altro conoscere
molto bene.
Vengono chieste le dimissioni del Sindaco; ma i Consiglieri Comunali dovrebbero
sapere, non foss’altro perché già successo e peraltro con alcuni degli stessi Consiglieri
oggi in carica, seppure con ruoli diversi, e sullo stesso argomento: sempre la questione
campeggio “I Sette Laghi”, che, nel momento in cui il Sindaco si dimette, tutto il
Consiglio decade. Forse che chi chiede le dimissioni del Sindaco sia spinto anche da
un legittimo auspicio di non doversi più occupare e preoccupare della delicata
questione?
E poi, che dire, quando sono comparsi in tutto il paese i tre manifesti a firma del gruppo
neonazista dei Dodici Raggi, che diffamano il Sindaco, accusandolo di reati ambientali,
con la COMPLICITÀ del Comune, non una parola di solidarietà. Manifesti tutti rimossi
dai Cittadini, ad eccezione dei tre che “campeggiano” indisturbati davanti al bar della
Pesa, luogo tristemente noto per la costante presenza degli stessi Do.Ra.
Entriamo nel merito della questione del campeggio che inizia nel lontano 2011 quando,
a seguito della rilevazione di abusi edilizi, il Comune ha emesso ingiunzione di
demolizione e restituzione in pristino. Stiamo parlando della più grande operazione
demolitoria di abusi edilizi della Provincia di Varese, forse della Lombardia.
QUATTROCENTOQUATTORDICI (414) manufatti edilizi ABUSIVI!!!
Medio tempore alcuni soci del campeggio “I Sette Laghi” hanno formulato ipotesi
interlocutorie all’Amministrazione Comunale (immagino si tratti delle “proposte” cui
si riferiscono gli Avvocati Zanzi e Ambrosetti, nel loro articolo su La Prealpina di
qualche giorno fa), alle quali l’Amministrazione ha risposto evidenziando la necessità
che qualunque proposta rispondesse a delle invarianti (obiettivi intransigibili) e
precisamente: il ripristino della legalità e cioè la piena e completa ottemperanza
all’ordinanza demolitoria, il pieno rispetto del vigente PGT, che prevede che nell’area
possa insistere solo una struttura ricettiva all’area aperta (campeggio), il ripristino della
connettività ecosistemica, sia fronte lago, sia nella parte prospicente all’ingresso
all’area campeggio, l’allontanamento dal demanio lacuale. Delle suddette “ipotesi
interlocutorie” non vi è stato alcun seguito.
Per inciso vale la pena di precisare che questi obiettivi intransigibili sono gli stessi che
anche oggi l’Amministrazione comunale chiede siano rispettati, tanto che sono inseriti
nella Delibera di Consiglio sulla rigenerazione urbana, nella parte che interessa il
campeggio.
L’ordinanza demolitoria del 2011 rimane in sospeso fino a quando diventa esecutiva
la sentenza del Tar, a fine 2017. Con Delibera di Giunta Comunale n. 12 del 16/01/2018
vengono stabilite le modalità operative con cui gli uffici dovevano eseguire i
sopralluoghi di ottemperanza all’ordinanza, finalizzati alla verifica della progressione
delle operazioni.
La società “I Sette Laghi” ha condotto le demolizioni fino a ridosso del fallimento
dichiarato in data 17/06/2019. Da tale data in poi le operazioni di demolizione sono
state condotte dal fallimento, attraverso la figura del curatore fallimentare. In tutto
questo periodo il Comune ha effettuato numerosi sopralluoghi, riscontrando il
progressivo adempimento dell’ordinanza demolitoria e di rimessa in pristino.
Nel sopralluogo del 10/12/21, il Comune ha rilevato il completamento della parte
demolitoria, ma non della parte della rimessa in pristino, in quanto i lavori erano ancora
in corso e sull’area residuava ancora un’importante quantità di materiale misto
derivante dalla demolizione dei fabbricati abusivi. Il Comune ha quindi ordinato al
fallimento il completamento delle operazioni con la completa rimozione dei materiali
ancora presenti (ordinanza n. 11 del 2022).
Qualche giorno dopo il sopralluogo, la proprietà dell’area transitava dal fallimento
all’acquirente.
A gennaio del 2022 il fallimento, che stava completando le operazioni di rimozione
delle macerie, comunicava al Comune il rinvenimento di eternit sul terreno;
comunicava altresì di aver provveduto immediatamente alla messa in sicurezza e alle
procedure di legge (piano lavori, comunicazione ad ATS) e successivamente inviava
documentazione dell’avvenuto smaltimento.
Nel sopralluogo del 24/02/22, in presenza delle parti, finalizzato alla verifica del
completamento delle operazioni, è stato verificato che parte del materiale di risulta,
riscontrato nel sopralluogo del 10/12, è stato lasciato sul posto e non ancora smaltito.
Inoltre in una stradina che precedentemente era risultata libera, vi era la presenza di un
abbondante deposito di rifiuti apparentemente sempre derivanti dalle demolizioni.
Durante il sopralluogo, il curatore fallimentare presentava documentazione del
completamento delle attività di sua competenza e dell’esaurimento delle risorse
economiche messe a disposizione dal tribunale.
Il 02/03 il Comune comunicava avvio del procedimento nei confronti della proprietà
finalizzato all’emissione di ordinanza per garantire il completamento delle operazioni
di rimozione e rimessa in pristino.
A seguito di comunicazione del 7/03/22 da parte della proprietà riguardo alla presenza
di materiale potenzialmente pericoloso, il Comune chiedeva di far fare la verifica su
tale presenza dai tecnici specializzati della proprietà e fissava sopralluogo per il
10/03/22; sopralluogo poi rinviato al 17/03/22 a causa di impossibilità sopravvenuta
alla proprietà. Durante il sopralluogo, veniva verificato lo smaltimento dell’eternit e
contestualmente la presenza di lana di roccia.
Il giorno successivo il Comune ordina l’immediata messa in sicurezza di questo
materiale potenzialmente pericoloso e il successivo smaltimento.
La Polizia Locale ha inviato una informativa all’Autorità Giudiziaria in quanto le
evidenze emerse durante gli ultimi sopralluoghi pongono la questione non solo dal
punto di vista edilizio, completamento dell’ottemperanza all’ordinanza del 2011, ma
anche dal punto di vista della tutela ambientale per la presenza di rifiuti pericolosi e
per la presenza di rifiuti in aree precedentemente sgombre.
Il Comune ha quindi comunicato sia al curatore fallimentare, sia alla nuova proprietà,
l’avvio del procedimento per l’emissione di un’ordinanza ex art. 192 Testo Unico
Ambiente.
A riguardo di questa annosa vicenda, il Comune di Azzate fin dal 2011 ha fatto, sta
facendo e continuerà a fare tutto ciò che è di sua competenza senza risparmio di
energie, ha tutelato la comunità da tutti i punti di vista e se ci sarà bisogno di intentare
azioni giudiziarie o interventi straordinari anche con il supporto delle istituzioni
superiori lo farà senza remore alcune.