L’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, uno dei principali imputati per la vicenda “Mensa dei poveri” su un “sistema” di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia ha patteggiato stamane 4 anni e 10 mesi.
A deciderlo è stato il gup Natalia Imarisio che ha accolto, tra i patteggiamenti in gran parte sotto i 2 anni, anche quello a 3 anni e mezzo proposto da Alberto Bilardo, ex segretario di FI a Gallarate.
L’ex presidente di Accam Laura Bordonaro 2 anni, l‘ex assessore all’Urbanistica di Gallarate Alessandro Petrone 2 anni, l’avvocato Stefano Besani 2 anni, Marcello Pedroni 2 anni, all’epoca consigliere di Prealpi servizi, l’imprenditore Pier Tonetti 2 anni e l’architetto Pier Michele Miano 1 anno e 10 mesi.
Per tutti quelli che hanno optato per il rito ordinario il dibattimento si aprirà il prossimo 18 novembre: tra gli imputati anche il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, l’ex Ad di Tigros Paolo Orrigoni, oltre all’ex coordinatore provinciale di Forza Italia Carmine Gorrasi e il consigliere regionale Angelo Palumbo.
Per l’ex europarlamentare Lara Comi e Marco Bonometti è stata archiviata l’indagine su finanziamento illecito, resta l’accusa per corruzione e truffa all’Europarlamento.
A rappresentare l’accusa sarà il pm della Dda Silvia Bonardi.
“Sicuramente per Caianiello – ha dichiarato il suo difensore, l’avvocato Tiberio Massironi – si è chiuso un ciclo, anche sotto il profilo politico . La sua è stata una scelta consapevole, maturata in carcere con la decisione di collaborare con la procura”, rendendo dichiarazioni utili alle indagini.